Le Chiese

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IM003452La Chiesa di San Nicola e Maria SS., sede dell’unica Parrocchia cittadina, è il risultato di un ampliamento ottocentesco di una più antica Chiesa già adibita al culto nel XIII sec., ad essa è annessa l’imponente torre campanaria visibile da ogni parte. All’interno di tale Chiesa, tra l’altro, vi è una tela raffigurante Santa Maria degli Armeni di autore ignoto, nonchè il busto d’argento di S. Antonio del XVIII sec. realizzata dal maestro argentiere napoletano Francesco Manzone. La settecentesca Chiesa di San Pietro, chiusa al culto, contiene opere pittoriche del XVIII sec. e statue lignee policrome, di autori ignoti risalenti al XVII XVIII e XIX sec., alcune provenienti dalla distrutta Chiesa di S. Maria dei Longobardi. La Chiesa dell’Annunziata del XVI sec. ostenta un bel portale in stile gotico ed un campanile a vela; sull’altare è collocata una tela dell’Annunciazione. A forma di croce greca è la Chiesa di San Vito risalente al XVII sec.. Allontanandosi dal centro storico, fuori le mura, si giunge al complesso conventuale dedicato a S. Maria della Stella ed al SS. Crocifisso, edificato nel XVII sec., da allora ospita ancora i Frati Minori Francescani. Il Convento, che ha sostituito l’antico Cenobio di S. Caterina, è stato fondato nel 1684 ed oggi è Santuario Diocesano. Il suo interno e la Chiesa annessa, ospitano diverse opere artistiche degne di essere ammirate: vi troviamo, tra l’altro, un quadro raffigurante S. Maria della Stella attribuito a Nicola Federici da Forenza, incastonato in un prezioso altare di legno intagliato e dorato. Nella parete della navata centrale si erge maestoso, in una nicchia di stile barocco, situata sull’altare maggiore tra le statue in legno policromo dell’Addolorata e di S. Francesco, un prezioso Crocifisso in rovere del XVII sec. attribuito a Fra Angelo da Pietrafitta; l’opera è forse la più bella e la più espressiva della produzione lignea dei Crocifissisti francescani di scuola calabro-sicula del Seicento. Nella Sacrestia sono conservati: un inginocchiatoio del Settecento, e dello stesso periodo, una Pala lignea che mostra scene della Passione. Dietro l’altare maggiore trova posto un coro ligneo decorato del XVII sec.; le tele settecentesche del Federici e dell’ artista napoletano Domenico Guarino, invece, con alcune preziose Cinquecentine della Biblioteca del Seminario Serafico, che ha trovato in queste mura dimora nei secoli scorsi, sono custoditi nella Pinacoteca allestita nei locali dell’antico refettorio.

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